22 Lug

Piattaforma di segnalazione di bullismo nelle scuole: l'impatto di Butterfly

“Ma dai, sono ragazzi.”
“Ci siamo passati tutti.”
“Vedrai che passa.”

Queste frasi nascondono una realtà profonda: il silenzio non ha mai protetto nessuno. Romperlo, oggi, è una responsabilità tecnologica ed etica. Per questo motivo, Laser Romae ha messo le proprie competenze ICT al servizio di un bisogno sociale urgente. Nasce così Butterfly, la piattaforma di segnalazione di bullismo nelle scuole italiane. Infatti, lo strumento è concepito per scardinare l’omertà e proteggere gli studenti nel momento di massima vulnerabilità.

Ritratto di una giovane studentessa appoggiata sul letto in un momento di riflessione, copertina per la presentazione della piattaforma di segnalazione bullismo nelle scuole Butterfly.

Il contesto sociale: la pressione invisibile sugli studenti

Un corridoio affollato e il suono della campanella. Un ragazzo fissa lo schermo del telefono, isolato dal rumore circostante. Per lui la scuola non finisce all’ultima ora. Al contrario, la pressione si sposta sui social e nelle chat di gruppo, trasformandosi in una sofferenza invisibile ma costante.

I dati ISTAT sul bullismo: una realtà sommersa

Nello specifico, i dati pubblicati dall’ISTAT all’interno del report Relazioni, opinioni e comportamenti dei giovanissimi non lasciano spazio a interpretazioni. L’indagine capillare ha coinvolto circa 100mila ragazzi tra gli 11 e i 19 anni. Da questo studio emerge una realtà tanto diffusa quanto sommersa. Infatti, il 68,5% degli intervistati ha subito almeno un comportamento offensivo o violento nell’arco di dodici mesi. Di conseguenza, gli studenti vivono una pressione costante tra lo spazio fisico e quello digitale.

 

Le fasce d'età più colpite dal cyberbullismo

Per il 21% dei ragazzi non si tratta di un caso isolato. Inoltre, questa dinamica si ripete più volte al mese, mentre l’8% affronta le aggressioni ogni singola settimana. Il quadro si fa ancora più complesso online. Tuttavia, ben un terzo dei giovani (34%) dichiara di essere vittima di vessazioni digitali.

A pagare il prezzo emotivo più alto sono i giovanissimi tra gli 11 e i 13 anni. In questa fascia d’età, infatti, quasi un ragazzo su quattro (23,7%) subisce prepotenze in modo sistematico. Dietro questi numeri non ci sono semplici statistiche. Al contrario, emerge la solitudine reale di una generazione che spesso si nasconde per paura di ritorsioni.

Fonte: Relazioni, opinioni e comportamenti dei giovanissimi

La Pubblica Amministrazione come driver di mercato

Questo dato è destinato a crescere in visibilità nei prossimi anni. A partire da quest’anno, infatti, il decreto legislativo 12 giugno 2025, n.99 impone all’ISTAT una rilevazione biennale strutturata sul fenomeno. Il provvedimento prevede anche una relazione annuale al Parlamento. Il bullismo, insomma, non è più solo un’emergenza sociale temporanea. Di conseguenza, le istituzioni si sono impegnate a monitorare l’indicatore in modo costante.

Fino ad ora, i tentativi di intercettare questo disagio si sono affidati a caselle email d’istituto o moduli cartacei. Tuttavia, si tratta di canali fragili e facilmente tracciabili. Questi strumenti tradizionali finiscono spesso per scoraggiare chi avrebbe reale bisogno di parlare.

Uno studente seduto da solo nel corridoio di una scuola, simbolo dell'isolamento causato dal bullismo e della necessità di canali di ascolto protetti.

Dalla sicurezza enterprise alla piattaforma di segnalazione di bullismo nelle scuole

Il whistleblowing, trovate la guida completa che abbiamo scritto qui, è lo strumento giuridico e organizzativo per segnalare in modo protetto gli illeciti sul luogo di lavoro. In Italia la materia è disciplinata dal D.Lgs. 24/2023, in attuazione della Direttiva UE 2019/1937. Questa norma impone canali sicuri e garantisce l’anonimato delle segnalazioni. Abbiamo già approfondito il tema nella nostra guida completa al Whistleblowing enterprise.

Successivamente, Laser Romae ha sviluppato OpenBlow in collaborazione con ANAC per rendere concreta questa protezione. L’intuizione alla base di Butterfly è stata il trasferimento di questa stessa architettura sicura ai contesti educativi.

Rappresentazione grafica astratta di uno scudo digitale luminoso, che evoca la protezione fornita dalla piattaforma Butterfly.

Piattaforma di segnalazione protetta: la logica della scelta

Per convincere un adolescente a segnalare il cyberbullismo, lo strumento deve essere percepito come affidabile. Allo stesso tempo, l’applicazione deve essere immediata da usare. Per questo motivo, Butterfly si presenta come una soluzione leggera e priva di barriere all’ingresso, accessibile da qualsiasi dispositivo.

Al momento dell’invio, lo studente può scegliere se restare anonimo o indicare il proprio nome. Inoltre, la piattaforma non richiede dati personali obbligatori. Chi opta per l’anonimato riceve comunque un codice segreto univoco. Questo sistema permette di riaprire la conversazione in un secondo momento e seguire lo stato della segnalazione. Lo studente può anche rispondere alle domande del referente scolastico in totale sicurezza. Di conseguenza, l’identità del segnalante resta sempre protetta. Questo approccio valorizza anche il ruolo dei testimoni, permettendo ai compagni di classe di attivare i soccorsi tempestivamente.

Gestione dei dati e scadenze delle segnalazioni

Le segnalazioni, inoltre, non restano archiviate a tempo indeterminato nei sistemi. Infatti, i dati hanno una scadenza precisa che il referente può estendere solo finché il caso resta aperto. Una volta chiuso il procedimento, le informazioni vengono rimosse definitivamente per garantire il diritto all’oblio.

Butterfly: piattaforma di segnalazione di bullismo nelle scuole

Segnalare è solo il primo passo per risolvere il problema. Dietro Butterfly c’è un protocollo di intervento strutturato in quattro fasi distinte:

  • Accoglienza: La segnalazione viene raccolta e presa in carico immediatamente dal sistema.

  • Approfondimento: Il team di gestione verifica i fatti attraverso colloqui mirati, nel rispetto delle leggi.

  • Intervento: La scuola adotta provvedimenti proporzionati e orientati principalmente alla rieducazione.

  • Monitoraggio: Una verifica a breve e lungo termine accerta che la situazione sia risolta. Se il disagio persiste, il processo riparte da capo.

In aggiunta, la piattaforma offre un’area dedicata alla formazione. I moduli e-learning per studenti e famiglie aiutano a riconoscere i segnali di disagio prima che la situazione peggiori.

Un gruppo di studenti che si fa un selfie in classe sorridendo, rappresentando il ritorno alla fiducia e alla sicurezza nel contesto educativo.

Un obbligo che sta diventando normativa, non più solo buona pratica

La spinta verso strumenti come Butterfly non nasce solo da un’urgenza sociale. Al contrario, il contesto normativo sta diventando sempre più stringente. La Legge 71/2017 definisce giuridicamente il fenomeno del cyberbullismo. Inoltre, la norma impone alle scuole di formare il personale e coinvolgere le famiglie.

Successivamente, la Legge 70/2024 è andata oltre. Questo provvedimento ha istituito la Giornata del Rispetto il 20 gennaio e ha introdotto percorsi rieducativi per i minori. In questo quadro, dotarsi di un canale di segnalazione strutturato non è più solo una buona pratica. Di conseguenza, lo strumento rappresenta ormai un requisito indispensabile per gli istituti.

Butterfly & l'impegno di Laser Romae

Quando si trattano informazioni sensibili di minori, la trasparenza dell’infrastruttura è un prerequisito essenziale. A differenza di molte soluzioni proprietarie in cloud, Butterfly non memorizza i dati su server esteri. Al contrario, la piattaforma viene attivata su un pannello di controllo scelto direttamente dalla scuola. Di conseguenza, lo spazio resta riservato al singolo istituto e nessun altro può accedervi.

Questa scelta si inserisce nella nostra visione strategica legata al costo computazionale AI e alla sovranità digitale. Infatti, crediamo che la tecnologia debba restare un presidio trasparente al servizio della comunità, rifiutando ogni modello basato sulla profilazione commerciale dei dati.

Costruire una scuola sicura: l'azione parte da qui

Garantire un ambiente di crescita protetto è il fondamento dell’inclusione e del benessere sociale. Implementare Butterfly significa dotare gli istituti di uno strumento concreto. In questo modo, la tecnologia si trasforma da luogo dell’offesa a presidio collettivo per rompere il silenzio sul bullismo.

Laser Romae supporta le scuole e le amministrazioni locali nell‘attivazione della piattaforma. Per questo motivo, offriamo un percorso di digitalizzazione e protezione dei minori progettato a misura di ogni istituto.

Domande e risposte su Butterfly

Cos’è Butterfly e a chi è rivolta?
Butterfly è una piattaforma sviluppata da Laser Romae per la segnalazione di episodi di bullismo e cyberbullismo nelle scuole italiane. È rivolta a studenti, famiglie e personale scolastico. Inoltre, si integra come strumento di prevenzione e gestione all’interno dell’istituto.

Come garantisce la sicurezza dei dati?
Butterfly eredita gli standard di sicurezza di OpenBlow, sviluppata da Laser Romae con ANAC. Infatti, le comunicazioni sono cifrate con protocollo TLS 1.3,e le password sono protette tramite hash. Un sistema di codici univoci permette allo studente di seguire la segnalazione in totale anonimato.

Cosa succede dopo l’invio di una segnalazione?
La segnalazione viene presa in carico dal team dedicato dell’istituto. Successivamente, il caso viene approfondito attraverso colloqui mirati e gestito con provvedimenti proporzionati. Segue sempre un monitoraggio per verificare che la situazione sia effettivamente risolta.

Come può una scuola attivare Butterfly?
La scuola richiede una licenza annuale che attiva un pannello di controllo dedicato. Inoltre, il nostro supporto tecnico segue l’installazione passo dopo passo. Dopodiché, la scuola comunica agli studenti come accedere alla piattaforma selezionando il proprio istituto.